
Leggio
Disegnato ad Giulio Ridolfo per Fornace De Martino.
Un unico gesto: una lamiera d’acciaio piegata a comporre un profilo continuo, che si apre in due falde inclinate e ricade a terra in un appoggio netto. Nessun dettaglio superfluo — solo spessore, spigolo e piano. L’acciaio, lavorato da Hebanon Fratelli Basile, è spazzolato e fumigato: restituisce toni bronzei caldi che si scuriscono negli angoli e si accendono lungo le coste, e la precisione della piega regge tutto il disegno.
Sopra, due mattonelle in terracotta colorata in pasta seguono l’inclinazione e ripetono, in scala, la forma del libro che accoglieranno. Lo smalto — una cristallina a base di rosso al selenio — copre il campo centrale con una superficie profonda e vetrosa, densa come lacca, e si arresta prima del bordo: resta a vista una fascia di terracotta nuda, chiara e opaca, che corre lungo i lati lunghi come un margine di pagina.
Due mani, due materie: il rigore del metallo contro la lucentezza del rosso, e tra i due la terracotta lasciata parlare da sola.
